(una pagina un fotogramma una scena)

(una pagina un fotogramma una frase una parola un uomo una donna un bambino una scena un istante un ricordo)

sabato 25 giugno 2011

"Sotto cieli noncuranti" - Benedetta Cibrario


Il mondo è fatto di dettagli. Noi siamo un agglomerato di dettagli.
Siamo una manciata di neve fresca che si scoglie al calore della mano.
Palline di mercurio, sensazioni imprecisate, trascuratezze, minuti evaporati. Mezze frasi a cui non si è prestata attenzione, facce di cui non si ricorda più l’espressione. Avvertimenti. Segnali. Intuizioni. Paure, premonizioni, fesserie, sogni che si infrangono e sogni che si avverano, siamo gli oggetti che intasano le nostre case, le memorie che si accavallano e perdono di senso, fuse come in un significato nuovo.
Siamo le disattenzioni. Le conseguenze. Le fortune immeritate. Le sventure.
Siamo addormentati sotto cieli noncuranti, cieli che sono ovunque benché la neve li nasconda allo sguardo, come a proteggerli dalle domande di fuoco che incendiano la testa.
Avrei soltanto voluto avere il tempo di spiegare a un bambino dalle ciglia scure che i semi di melagrana sono traslucidi e che i bottoni di madreperla un tempo sono stati conchiglie cullate dal mare.
E che non siamo capaci di volare. Non lo saremo mai.

Benedetta Cibrario

(ilaria antoniani)

venerdì 24 giugno 2011

"Questo lato della verità" - Dylan Thomas

Questo lato della verità,
Non puoi vederlo, figlio mio,
Re dei tuoi occhi azzurri nel paese
Dell'accecante gioventù,
Che ogni cosa è annientata,
Sotto i cieli noncuranti,
D'innocenza e di colpa
Prima che tu ti accinga
A un gesto del cuore o della mente,
Esso è colto e disperso
Nel buio turbinante
Come la polvere dei morti.

Dylan Thomas Questo lato della verità

This side of the truth,
You may not see, my son,
King of your blue eyes
In the blinding country of youth,
That all is undone,
Under the unminding skies,
Of innocence and guilt
Before you move to make
One gesture of the heart or head,
Is gathered and spilt
Into the winding dark
Like the dust of the dead.

Dylan Thomas

(ilaria antoniani)

giovedì 23 giugno 2011

"Ti amo come se mangiassi il pane" - Nazim Hikmet



Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

Nazim Hikmet

(ilaria antoniani)

martedì 21 giugno 2011

"Per Tina Modotti" - Pablo Neruda


Tina Modotti, sorella, non dormi, no, non dormi:
forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, l'ultima rosa di ieri, la rosa nuova.
Riposa dolcemente, sorella.

La nuova rosa è tua, tua è la nuova terra:
ti sei messa un nuovo vestito di seme profondo
e il tuo soave silenzio si colma di radici.
Non dormirai invano, sorella.

Puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita:
d'ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma;
d'acciaio, linea, polline, si costruì la tua ferrea,
esile struttura.

Lo sciacallo sul tuo prezioso corpo addormentato
protende la penna e l'anima insanguinate
come se tu potessi, sorella, levarti
sorridendo al di sopra del fango.

Nella mia patria ti porto perché non ti sfiorino
nella mia patria di neve perché alla tua purezza
non giunga l'assassino, né lo sciacallo, né il venduto:
laggiù starai in pace.

Lo senti quel passo, un passo pieno di passi, qualcosa
di grandioso che viene dalla steppa, dal Don, dal freddo?
Lo senti quel passo fiero di soldato sulla neve?
Sorella, sono i tuoi passi.

E passeranno un giorno dalla tua piccola tomba
prima che le rose di ieri appassiscano;
passeranno per vedere quelli di un giorno, domani,
dove stia ardendo il tuo silenzio.

Un mondo marcia verso dove andavi tu, sorella.
Ogni giorno cantano i canti delle tue labbra
sulle labbra del popolo glorioso che tu amavi.
Col tuo cuore valoroso.
Nei vecchi focolari della tua patria, sulle strade
polverose, una parola passa di bocca in bocca
qualcosa riaccende la fiamma delle tue adorate genti,
qualcosa si sveglia e comincia a cantare.

Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il nome tuo
noi che da ogni luogo delle acque e della terra
col tuo nome altri nomi taciamo e pronunciamo.
Perché il fuoco non muore.


(Pablo Neruda)


(ilaria antoniani)