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(una pagina un fotogramma una frase una parola un uomo una donna un bambino una scena un istante un ricordo)

lunedì 5 marzo 2012

"La canzone di Bacco" - Lorenzo de' Medici




Quant'è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siàn, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni  tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch'a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.




(ilaria antoniani)

venerdì 10 febbraio 2012

"Michael mio" - Amos Oz

"Un giorno d'inverno, alle nove del mattino, stavo scendendo le scale quando inciampai e persi l'equilibrio. Un giovane sconosciuto mi afferrò appena in tempo per un braccio. Notai subito che aveva le dita corte e le unghie squadrate. Dita chiare, velate da una peluria scura sulle nocche. Ero imbarazzata perchè la mano del giovane sconosciuto era grande e calda. Appena mi prese sentii il calore delle sue dita attraverso la manica del vestito di lana. Era inverno."

(ilaria antoniani)

"Orlando Furioso" - Ludovico Ariosto

Oh gran bontà de' cavallieri antiqui!
Eran rivali, eran di fe' diversi,
e si sentian degli aspri colpi iniqui
per tutta la person anco dolersi;
e pur per selve oscure e calli obliqui
insieme van senza sospetto aversi.

(ilaria antoniani)

venerdì 3 febbraio 2012

"Il cielo è basso" - Emily Dickinson

Il cielo è basso

Il cielo è basso, le nuvole a mezz'aria,un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l'ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.
(E. Dickinson)
(ilaria antoniani)

giovedì 26 gennaio 2012

"Se questo é un uomo" - Primo Levi

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.


(ilaria antoniani)