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mercoledì 2 maggio 2012

"La morte di Clorinda" - Torquato Tasso


Ma ecco omai l'ora fatale è giunta
che 'l viver di Clorinda al suo fin deve.
Spinge egli il ferro nel bel sen di punta
che vi s'immerge e 'l sangue avido beve;
e la veste, che d'or vago trapunta
le mammelle stringea tenera e lieve,
l'empie d'un caldo fiume. Ella già sente
morirsi, e 'l piè le manca egro e languente.

Segue egli la vittoria, e la trafitta
vergine minacciando incalza e preme.
Ella, mentre cadea, la voce afflitta
movendo, disse le parole estreme;
parole ch'a lei novo un spirto ditta,
spirto di fé, di carità, di speme:
virtù ch'or Dio le infonde, e se rubella
in vita fu, la vuole in morte ancella.

- Amico, hai vinto: io ti perdon... perdona
tu ancora, al corpo no, che nulla pave,
a l'alma sì; deh! Per lei prega, e dona
battesmo a me ch'ogni mia colpa lave -
In queste voci languide risuona
un non so che di flebile e soave
ch'al cor gli scende ed ogni sdegno ammorza,
e gli occhi a lagrimar gli invoglia e sforza.

Poco quindi lontan nel sen del monte
scaturia mormorando un picciol rio.
Egli v'accorse e l'elmo empié nel fonte,
e tornò mesto al grande ufficio e pio.
Tremar sentì la man, mentre la fronte
non conosciuta ancor sciolse e scoprio.
La vide, la conobbe, e restò senza
e voce e moto. Ahi vista! Ahi conoscenza!

Non morì già, ché sue virtuti accolse
tutte in quel punto e in guardia al cor le mise,
e premendo il suo affanno a dar si volse
vita con l'acqua a chi co 'l ferro uccise.
Mentre egli il suon dè sacri detti sciolse,
colei di gioia trasmutossi, e rise;
e in atto di morir lieto e vivace,
dir parea: "S'apre il cielo; io vado in pace. "

(Torquato Tasso)


(ilaria antoniani) 

mercoledì 25 aprile 2012

"E ora tocca a voi battervi" - Raoul Follereau

E ora tocca a voi battervi
gioventù del mondo;
siate intransigenti,
sul dovere di amare.
Ridete di coloro
che vi parleranno di prudenza,
di convenienza, che
vi consiglieranno
di mantenere
il giusto equilibrio.
La più grande
disgrazia che vi
possa capitare
è di non essere
utili a nessuno.
E che la vostra
vita non serva
a niente.


(Raoul Follereau)


(ilaria antoniani)

lunedì 5 marzo 2012

"La canzone di Bacco" - Lorenzo de' Medici




Quant'è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siàn, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni  tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch'a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.




(ilaria antoniani)

venerdì 10 febbraio 2012

"Michael mio" - Amos Oz

"Un giorno d'inverno, alle nove del mattino, stavo scendendo le scale quando inciampai e persi l'equilibrio. Un giovane sconosciuto mi afferrò appena in tempo per un braccio. Notai subito che aveva le dita corte e le unghie squadrate. Dita chiare, velate da una peluria scura sulle nocche. Ero imbarazzata perchè la mano del giovane sconosciuto era grande e calda. Appena mi prese sentii il calore delle sue dita attraverso la manica del vestito di lana. Era inverno."

(ilaria antoniani)

"Orlando Furioso" - Ludovico Ariosto

Oh gran bontà de' cavallieri antiqui!
Eran rivali, eran di fe' diversi,
e si sentian degli aspri colpi iniqui
per tutta la person anco dolersi;
e pur per selve oscure e calli obliqui
insieme van senza sospetto aversi.

(ilaria antoniani)