(una pagina un fotogramma una scena)

(una pagina un fotogramma una frase una parola un uomo una donna un bambino una scena un istante un ricordo)

domenica 12 maggio 2013

"Padre padrone" Gavino Ledda (Padre padrone. L'educazione di un pastore)

I libri fanno bene. Tutti. Ma questo - in particolar modo - ti lascia tra le dita UNA POSSIBILITA'. L'idea di potercela fare, sì. Fa bene questo libro. Al cuore. Pur nel dolore che contiene.


Una mattina di febbraio, mentre la maestra si sforzava di farmi scrivere alla lavagna, mio padre piombò in classe. Avanzò fino alla cattedra senza far parola e salutò la maestra con un secco buongiorno.
«Buongiorno», gli rispose la maestra mentre lui le s'impalò davanti irrigidito.

Alla sua vista gli scolari zittirono tutti sui banchi. Mio padre venne sùbito al sodo. 

«Sono venuto a riprendermi il ragazzo. Mi serve a governare le pecore e a custodirle... È mio. E io sono solo. Non posso continuare a lasciare il gregge incustodito quando vengo qui a Siligo a portare il latte in caseificio o a portarmi via le provviste. lo non faccio solo il pastore. Per tirare avanti onestamente e senza derubare il vicino, mi tocca coltivare una parte della tanca a grano per il fabbisogno di casa. Gavino, anche se è piccolo, custodirà le pecore mentre io marrerò il grano o poterò la vigna o lavorerò all'oliveto che ho già cominciato a piantare... Insomma, lui mi custodirà le pecore mentre io farò tutte le altre cose per procacciare il sostentamento ai suoi fratelli più piccoli...»

«Gavino è ancora troppo piccolo! Come potrà custodire le pecore e far paura ai banditi?»

«Non è necessario che il ragazzo sia grande per custodire le pecore. Quanto ai banditi, poi, avrà fiato sufficiente per chiamarmi da una vallata all'altra, se sarà il caso.»

A questo punto seguì un momento di silenzio come se in aula non vi fosse nessuno al di fuori della sua volontà. «Saprò fare di lui un ottimo pastore capace di produrre latte, formaggio e carne. Lui non deve studiare. Ora deve pensare a crescere. Quando sarà grande, la quinta elementare la farà come fanno molti prima di arruolarsi. Lo studio è roba da ricchi.»

lo me ne stavo lì, paralizzato, davanti alla lavagna come se quel discorso mi avesse inchiodato i piedi alla predella. Di colpo però, di fronte al terribile «discorso della realtà», non ho potuto far altro che piangere e aggrapparmi alla maestra.

Essa mi lasciò sfogare un po' nel pianto e subito cominciò a prepararmi anche lei alla triste realtà: «Diventerai un grande pastore. Tuo padre ti insegnerà a mungere le pecore e le mucche. Sono molto belle, sai! In campagna, poi, ci sono tanti fiori, molta erba e tanti alberi pieni di uccelli che cantano. Qui a Siligo non c'è nulla!»

Mi sussurrò queste cose cercando di calmare il mio pianto, asciugandomi le lacrime con il suo fazzoletto.

Mio padre, come per vincere il suo stato di disagio, mentre si allontanava , spingendomi verso la porta, non poté fare a meno di cercare ulteriori giustificazioni di fronte alla maestra e agli scolari.

«Ho bisogno di lui, in campagna... diversamente non riuscirò a mandare avanti la famiglia. Ecco! Se il governo mi pagasse un uomo per custodirmi le pecore o mi aiutasse in altro modo, io glielo lascerei... a studiare. Il ragazzo è mio. Cosa vuole questo governo? Che per mandare lui a scuola, gli altri miei figli muoiano di fame? No. No. lo, il ragazzo me lo prendo e lo uso perché non ne posso fare a meno.»

Con le lacrime agli occhi e con quel tuono che stava ancora rintronandomi nella testa, diedi così l'ultimo sguardo all'aula passando in rassegna frettolosamente tutti i banchi.

Nel mio silenzio salutai tutti i compagni imprimendoli nella mente per non scordarli più.







sabato 4 agosto 2012

Romy Schneider


"Credo che i ricordi siano le cose migliori della vita"

"La bellezza è un dono che dobbiamo restituire"

"Aspetterò che tu ti accorga di amarmi per tutta la vita"
("La piscina" - 1968)






"Mi batto per la mia vita, la felicità mi sfugge tra le dita, come l'acqua"


 "Io non ho timore di nulla al mondo, eccetto di me stessa"




sabato 21 luglio 2012

"Preghiera del Buonumore" - Thomas More

"Preghiera del Buonumore"

Dammi, o Signore, una buona digestione ed anche qualcosa da digerire.
Dammi la salute del corpo, col buon umore necessario per mantenerla.

Dammi, o Signore, un'anima santa, che faccia tesoro di quello che è buono e puro, affinché non si spaventi del peccato ma trovi alla sua presenza la via per mettere di nuovo le cose a posto.

Dammi un'anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti e non permettere che io mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo invadente che si chiama: "IO".

Dammi, o Signore, il senso del ridicolo.

Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po'di gioia
e possa farne parte anche ad altri. 


(ilaria antoniani)

martedì 10 luglio 2012

Konrad Lorenz - "E l'uomo incontrò il cane"

LA FEDELTÀ E LA MORTE  


"Quando Dio creò il mondo deve aver avuto ragioni ben imperscrutabili per dare al cane una vita cinque volte più breve di quella del suo padrone. Nell'esistenza umana si soffre già abbastanza quando si è costretti a dire addio a una persona amata e si vede prossimo il momento del distacco, reso ineluttabile dal semplice fatto che essa è nata una ventina di anni prima di noi. A questo punto ci sarebbe davvero da domandarsi se sia saggio dare una parte del proprio cuore a una creatura che la vecchiaia e la morte coglieranno prima ancora che un essere umano, nato nel suo stesso giorno, possa dirsi davvero uscito dall'infanzia. È un ben triste richiamo alla caducità della vita quando il cane che si è conosciuto pochi anni prima - e si direbbe solo mesi - come un cucciolo buffo e commovente, già comincia a mostrare i segni della vecchiaia e si sa che di lì a due, al massimo tre anni si dovrà vederlo morire. Confesso che veder invecchiare un cane al quale voglio bene ha sempre gettato un'ombra sul mio umore, ha sempre avuto una parte non trascurabile tra le nubi oscure che offuscano la vista che ogni uomo ha sul proprio futuro. A questo si aggiungono le dure lotte interiori che ogni padrone deve superare quando, alla fine, il suo cane è colpito da un'incurabile malattia senile e si pone così il triste problema se e quando dargli l'estrema prova d'affetto con una morte senza sofferenza. Ringrazio il destino che, per quanto strano possa sembrare ciò, mi ha finora risparmiato questa pena. Con una sola eccezione, tutti i miei cani sono morti in età avanzata di morte improvvisa e senza soffrire. È ovvio, d'altro canto, che su questo non si può contare e perciò non posso poi prendermela tanto con quelle persone sensibili che non vogliono saperne di avere un cane pensando al dolore che procurerà loro l'inevitabile distacco. Però, pensandoci bene, con loro ce l'ho davvero. Nella vita umana è fatale che si paghi ogni gioia con un tributo di dolore, e l'individuo che si proibisce le poche gioie lecite ed eticamente ineccepibili dell'esistenza per paura di dover pagare il conto che il destino prima o poi gli presenterà, non posso in fondo considerarlo altro che un povero essere gretto e meschino. Colui che vuol far l'avaro con la moneta del dolore si ritiri in una soffitta come una vecchia zitella e vi rinsecchisca pian piano come un tubero sterile che non ha mai portato frutti."

(Konrad Lorenz) 

(ilaria antoniani)

sabato 30 giugno 2012

"Aristodemo" - Carlo de' Dottori

« E trafisse la vergine innocente,
che generata avea. L’anima bella,
osservando l'inditto
silenzio, non si dolse.
Con un gemito sol rispose all'empio
fremer del padre; e i moribondi lumi
in lui rivolti, ed osservato quale
il sacerdote inaspettato fosse,
con la tenera man coprissi il volto
per non vederlo; e giacque. »

(foto Letizia Tavani)

(ilaria antoniani)