"Un giorno d'inverno, alle nove del mattino, stavo scendendo le scale quando inciampai e persi l'equilibrio. Un giovane sconosciuto mi afferrò appena in tempo per un braccio. Notai subito che aveva le dita corte e le unghie squadrate. Dita chiare, velate da una peluria scura sulle nocche. Ero imbarazzata perchè la mano del giovane sconosciuto era grande e calda. Appena mi prese sentii il calore delle sue dita attraverso la manica del vestito di lana. Era inverno."
(ilaria antoniani)
Storie
(una pagina un fotogramma una scena)
(una pagina un fotogramma una frase una parola un uomo una donna un bambino una scena un istante un ricordo)
venerdì 10 febbraio 2012
"Orlando Furioso" - Ludovico Ariosto
Oh gran bontà de' cavallieri antiqui!
Eran rivali, eran di fe' diversi,
e si sentian degli aspri colpi iniqui
per tutta la person anco dolersi;
e pur per selve oscure e calli obliqui
insieme van senza sospetto aversi.
(ilaria antoniani)
venerdì 3 febbraio 2012
"Il cielo è basso" - Emily Dickinson
Il cielo è basso
Il cielo è basso, le nuvole a mezz'aria,un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l'ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.
Il cielo è basso, le nuvole a mezz'aria,un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l'ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.
(E. Dickinson)
(ilaria antoniani)
giovedì 26 gennaio 2012
"Se questo é un uomo" - Primo Levi
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
(ilaria antoniani)
mercoledì 25 gennaio 2012
Giorgio Gaber
E tu mi vieni a dire che il mio presente è come un breve amore del tutto inconsistente che preso dai miei sogni io non mi sto accorgendo che siamo al capolinea al temine del mondo.
E tu mi vieni a dire che tutto è osceno che non c’è più nessuno che sceglie il suo destino non ci rendiamo conto che siamo tutti in preda di un grande smarrimento.
E sento che hai ragione se mi vieni a dire che l’uomo sta correndo e coi progressi della scienza ha già stravolto il mondo però non sa capire che cosa c’è di vero nell’arco di una vita tra la culla e il cimitero.
(ilaria antoniani)
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